lunedì 23 aprile 2018

25 APRILE SEMPRE! CON I PARTIGIANI, DIFENDIAMO LA LIBERTÀ E LA COSTITUZIONE.

Giuseppe Marazzini
23.04.2018

Viviamo in un mondo di perfida regressione, in cui un odio superstizioso e avido di persecuzione si accoppia al terror panico; in un mondo alla cui insufficienza intellettuale e morale il destino ha affidato armi distruttive di raccapricciante violenza, accumulate con la folle minaccia -"se così dev'essere"- di trasformare la terra in un deserto avvolto da nebbie venefiche. L'abbassamento del livello intellettuale, la paralisi della cultura, la supina accettazione dei misfatti di una giustizia politicizzata, il gerarchismo, la cieca avidità di guadagno, la decadenza della lealtà e della fede, prodotti, o in ogni caso promossi da due guerre mondiali, sono cattiva garanzia contro lo scoppio della terza, che significherebbe la fine della civiltà. Una costellazione fatale sovverte la democrazia e la spinge nella braccia del fascismo, che essa ha abbattuto solo per aiutarlo, non appena a terra, a risollevarsi in piedi, per calpestare -dovunque li trovasse- i germi del meglio, e macchiarsi con ignobili alleanze.

Dalla prefazione di Thomas Mann a "Lettere di Condannati a morte della Resistenza Europea". Zurigo, marzo 1954


Per non dimenticare le lotte e i sacrifici, fino alla perdita della vita, che gli operai legnanesi hanno fatto per liberarci dal nazifascismo.


giovedì 19 aprile 2018

SPORCIZIA CRONICA, QUANDO FINIRÀ QUESTA STORIA?

di Giuseppe Marazzini
19.04.2018

Domenica scorsa, 15 aprile 2018, io ed un mio amico siamo ritornati nel parco Altomilanese e abbiamo fatto lo stesso percorso delle altre volte. Percorso che abbiamo chiamato, il "girone degli inquinatori" e vi spiego il perché. Ripassiamo nello stesso punto dove la prima volta (15/11/2017) avevamo trovato dei sacchi contenente lana di roccia e macerie edili, mentre la seconda volta (13/01/2018) resti di un divano e le solite macerie edili. Nello stesso punto, questa volta, hanno lasciato sacchi contenente macerie edili e vari contenitori, che originariamente contenevano sostanza chimiche. Tutto questo "ben di dio" a margine di un campo agricolo.


Mentre sconsolati, ci si domandava se le persone che disprezzano la natura meritano, oltre ad una sostanziosa una multa anche qualche mese di "servizio civile" per danni ad un bene comune, a circa 300 metri da noi un signore scaricava dal sua mega "gippone", due cesti d'erba appena sfalciata.

Proseguendo il cammino le sorprese non finiscono: un sacco con bottiglie di birra e lattine, delle plafoniere di vetro, lavori di potatura incostuditi (sono stati autorizzati?). I soliti mucchietti di macerie edili sparsi un po' dovunque.


Per chiudere la giornata passiamo nelle vicinanze della pista da corsa dove recentemente, ma non ne siano certi, è capitato il drammatico infortunio che ha causato la morte di un cavallo del Palio e il ferimento di due fantini. L'immagine che ci si presenta davanti è di una immensa desolazione: recinzione metallica caduta a terra e un palchetto alla belle meglio sistemato. L'impressione ricevuta è stata di un'area abbandonata. Anche altre attività private presenti nel parco presentano un disordine desolante, ad esempio si notano recinzioni di fortuna e mal messe.


Io sono per un Parco di qualità, quindi, senza forse, penso sia il caso che le autorità del Parco e i Sindaci di riferimento, oltre a tirare le orecchie ai frequentatori, tirino le orecchie anche a coloro che svolgono attività private all'interno del parco stesso. Senza escludere la possibilità di introdurre regole più rigide in materia di qualità architettonica, uniformando lo stile con l’ambiente circostante, oltre ovviamente ad esercitare azioni radicali contro gli inquinatori.